LEGITTIMO IL CONTROLLO DEL PC AZIENDALE IN USO AL DIPENDENTE.

Dipendente infedele
Divulgazione di informazioni riservate: la Cassazione conferma il licenziamento.


CORTE DI CASSAZIONE Ordinanza n. 28365/2025

Il datore di lavoro può legittimamente accedere e controllare il computer aziendale in uso al dipendente, anche per esaminare dati antecedenti all’insorgere di uno specifico sospetto di irregolarità.

Tale controllo è lecito, in base all’Articolo 4 dello Statuto dei Lavoratori, purché:

  • Il lavoratore sia stato preventivamente e adeguatamente informato della possibilità di tali verifiche.
  • I controlli siano finalizzati alla tutela del patrimonio aziendale.
  • Siano rispettate tutte le norme in materia di privacy e protezione dei dati (Decreto Legislativo n. 196/2003 e Regolamento UE 2016/679 – GDPR).

Questo principio è stato confermato dalla Corte di Cassazione (Sezione Lavoro) con la sentenza n. 28365, depositata il 27 ottobre 2025.

Il lavoratore è stato sanzionato per aver compiuto numerosi accessi abusivi al sistema informatico aziendale tramite il notebook di servizio.

Le azioni compiute dal dipendente sono state qualificate come gravemente lesive e idonee a recidere in modo irrimediabile il rapporto fiduciario. Tali condotte hanno, in concreto, vanificato le legittime aspettative datoriali circa la futura fedele esecuzione della prestazione di lavoro.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *