FURTO IN AZIENDA: LICENZIAMENTO CONFERMATO
La Corte di Cassazione ha confermato con l’Ordinanza n. 7712/2026 del 30 marzo che il furto commesso dal dipendente giustifica il licenziamento per giusta causa, anche se il danno economico è minimo.
Lesione del vincolo fiduciario:
Il furto, anche di beni di scarso valore economico o in presenza di condotte che non integrano un danno patrimoniale ingente, rappresenta una violazione degli obblighi di fedeltà e correttezza tale da rompere irrimediabilmente il rapporto di fiducia tra datore e lavoratore.
Onere della prova e presunzioni:
La Corte ha chiarito che il datore di lavoro può ricorrere a presunzioni semplici per provare l’addebito. Se il prelevamento del bene avviene in circostanze in cui i sistemi di controllo sono neutralizzati (anche accidentalmente, come l’oscuramento di una telecamera), spetta al lavoratore dimostrare un’alternativa lecita alla condotta contestata.
Controlli difensivi:
La sentenza ribadisce la legittimità dei controlli tecnologici “ex post” effettuati dal datore di lavoro in presenza di sospetti concreti di illeciti che mettono a rischio il patrimonio aziendale.





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